“Se fai quello che hai sempre fatto otterrai quello che hai sempre ottenuto”

Questa citazione (A. Robbins) è l’emblema del meccanismo con cui i problemi psicologici si strutturano e si consolidano fino ad evolversi in una difficoltà o in un disturbo.

Per fronteggiare le situazioni, infatti, tendiamo a rifarci all’esperenzia passata, a quello che in passato “ha funzionato”. Così, se la strategia non funziona, invece che modificarla, siamo portati a pensare di non averla applicata bene, ad insistere per metterla in pratica “meglio”. Il risultato di questo processo è che le nostre tentate soluzioni diventano parte del problema stesso, anzi lo mantengono e lo amplificano fino a generare una difficoltà o addirittura un disturbo.

Per ottenere un cambiamento è necessario innanzi tutto interrompere questo circolo vizioso e sostituire le tentate soluzioni con strategie d’azione funzionali.

Il mio intervento si focalizza su questo processo ed è indicato in tutte le situazioni in cui una persona si trova in un momento di disagio, di “blocco” che provoca sofferenza, che fa sentire senza via di scampo, ma che non si configura come un vero e proprio disturbo invalidante.

Ovvero quando il problema, pur limitando le opportunità della persona e procurando un disagio, non impedisce un normale svolgersi delle attività quotidiane.

IN CHE COSA POSSO AIUTARTI:

  • Situazioni difficili da gestire: ansia, stress conflitti in famiglia o sul posto di lavoro, difficoltà nel prendere decisioni, problemi nel rapporto genitori- figli, difficoltà nel relazionarsi con gli altri, incapacità di sentirsi apprezzati e stimati.
  • Vissuti ansiogeni e depressivi generati da un momento particolare della vita, come ad esempio un trasloco, un cambiamento lavorativo, il matrimonio, la nascita di un figlio, il pensionamento…
  • Difficoltà a gestire un corretto rapporto con il cibo, incapacità di intraprendere e mantenere abitudini alimentari corrette.
  • Panico, fobie, paure focalizzate come ad esempio la paura di volare, paura di frequentare luoghi affollati o senza “via di fuga”, paura dell’altezza, paura di fallireansia da prestazione.
  • Problemi relazionali e di coppia, come ad esempio difficoltà in famiglia, con i colleghi, problemi a gestire il rapporto con gli altri o con sè stessi, difficoltà a sentirsi stimati e apprezzati, paura del giudizio degli altri.
  • Problemi relativi alla sfera ossessiva e compulsiva come ad esempio pensieri ricorrenti e intrusivi, rituali e comportamenti ripetitivi

DURATA DELL’INTERVENTO

Con questo approccio è possibile risolvere complicati problemi in un numero molto ridotto di sedute (lo sblocco del problema è previsto entro 10 incontri).

METODOLOGIA

La metodologia utilizzata è quella del Problem Solving Strategico (Nardone’s Model).

L’obiettivo dell’intervento NON è quello di indagare le cause profonde della situazione problematica, ma di verificare le modalità con cui il problema si manifesta e si mantiene del tempo, per andarne a scardinare i meccanismi di persistenza.

Una volta individuato e analizzato l’obiettivo concreto su cui lavorare, si farà quindi una attenta analisi delle strategie di risoluzione del problema che fino a quel momento sono state messe in campo, ma che si sono rivelati fallimentari.

Si indagheranno le eventuali eccezioni positive e si farà una valutazione delle risorse di cui la persona dispone.

A questo punto si definirà in maniera congiunta la strategia da attuare più idonea.

Messa in pratica la strategia si verificheranno i risultati ottenuti e si farà in modo di consolidarli nel tempo.