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La psicologa risponde

La “Sindrome” dell’impostore

Cara dottoressa, mi ritrovo in una situazione che non mi so spiegare e di cui quasi mi vergogno un po’. Ho 28 anni sono laureata, lavoro in una bella azienda, gioco a basket. Sia al lavoro, che nello sport, che nelle relazioni godo della stima di tutti. La mia vita sembra andare a gonfie vele… eppure le sto scrivendo! In realtà vivo in un costante stato malessere perché mi sembra sempre di sentirmi inadeguata… non c’è sala riunioni, spogliatoio, aula di università in cui io mi senta “a posto”, a mio agio. Mi sembra sempre che gli altri mi sopravvalutino e di non meritarmi le responsabilità che ho e la fiducia che mi viene riposta. In fondo in fondo penso che tutti i risultati che ho ottenuto fino ad oggi siano dettati da una combinazione di eventi fortunati e di valere ben poco! Insomma sono costantemente angosciata. Starò mai bene?

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In lotta con la bilancia

Cara dottoressa, da sempre sono in lotta con la bilancia. Non sono grassa, ma non riesco a mantenere il mio peso forma di 55kg. Mangio sano, mi sento sempre a dieta e spesso rinuncio a cene o aperitivi. Così facendo perdo i kili in eccesso, raggiungo il mio peso forma ma poi non ce la faccio a mantenerlo a lungo. In poco tempo e con grande frustrazione, cedo… mangio male e riprendo quei 4-5kg faticosamente persi. Mi sento addosso il senso di un fallimento continuo per non farcela e mi colpevolizzo. Poi mi impegno, mi rimetto in riga e dimagrisco…e così via. Mi rendo conto che cibo e le calorie sono diventati il mio chiodo fisso, tanto che non riesco più a godermi i momenti conviviali con i miei amici e la mia famiglia. C’è una via d’uscita?

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Sono ipocondriaco!

Mi chiamo Massimo e da sempre sono molto preoccupato per la mia salute. Ho continuamente un problema che mi tormenta a livello fisico, non trovo pace. Sono sempre afflitto da qualcosa… mal di testa sospetti, irritazione della pelle, dolori vari, sintomi respiratori. Temo il peggio… di avere un tumore, il covid o qualche malattia autoimmune. Il medico mi tranquillizza in continuazione, mi dice che clinicamente non ho nulla di rilevante, anche gli esami del sangue e i vari accertamenti che ho fatto sono a posto. I miei genitori e i miei amici mi dicono che sono ansioso e cercano di rassicurarmi, ma la mia preoccupazione non mi molla. Mi faccio un sacco di domande. Sto vivendo sempre peggio e vorrei uscirne, come posso fare?

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Penso troppo e non vivo più!

Ho 23 anni e da sempre sono una persona ansiosa. Fin da piccola mi fisso sulle cose più strane e disparate, nel senso che qualsiasi cosa mi può scatenare dubbi e paure su cui poi mi fermo a rimuginare. Da questioni banali: da “avrò detto qualcosa di sbagliato?” a domande sul senso della vita, alla paura di aver inconsapevolmente ferito qualcuno. Tutto questo turbinio di pensieri si è un po’ quietato quando al liceo mi sono innamorata e fidanzata. Mi sentivo addirittura rinata, fino a quando non ho cominciato a mettere in dubbio la mia storia, dato che non sentivo più le stesse sensazioni. Poi ho cominciato l’università che tanto desideravo: con tanto impegno e sacrifici economici della mia famiglia sono riuscita ad entrare a medicina. Ora però non mi sento felice e nuovi dubbi riprendono feroci. Avrò scelto troppo superficialmente? E se avessi optato per un’altra facoltà? Tutti questi pensieri non mi danno tregua. Il mio ragazzo e la mia migliore amica mi dicono che passerà, ma sento che sto anche deteriorando il rapporto con loro a furia di stressarli con le mie paranoie. Come posso fare per non avere più questi pensieri?

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IL FALSO MITO DEL PENSIERO POSITIVO

Buongiorno, mi chiamo Sandro e le scrivo perché sto passando un brutto periodo. Ho ricevuto una forte delusione da una persona cara e questo fatto sta avendo ripercussioni negative anche sulla mia vita professionale. Mi sento depresso. So che per uscirne dovrei essere ottimista, ma non ci riesco. Tutti mi dicono che dovrei “tirarmi su” ma sono in crisi. Come posso fare per pensare positivo?

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LA PERFEZIONE È NEMICA DELL’ECCELLENZA

Cara dottoressa, sono una libera professionista e mamma bambina di 5 anni. La mia vita è frenetica e cerco di suddividermi tra mille incombenze facendo i salti mortali per gestire tutto nel migliore dei modi, cercando di far quadrare le cose e di avere tutto sotto controllo. Credo di essere una persona stimata e “realizzata” come si suol dire. Il punto è che sono sempre in uno stato ansioso, mi sento inadeguata nonostante i miei sforzi per gestire tutto nel migliore dei modi. Quando lavoro sento che dovrei stare di più con mia figlia (quando mi dice che, al parco con la nonna, incontra le amichette con la mamma mi viene un nodo alla gola!) e quando dedico del tempo a mia figlia mi sento comunque in colpa perché so sto tralasciando delle incombenze lavorative. Tempo per me ovviamente non ne ho mai. Come posso fare per gestire tutto e smettere di stare così male?

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HO UNA BASSA AUTOSTIMA

Buongiorno, ho 24 anni e sono una persona timida e insicura. In situazioni a me non famigliari mi accompagna da sempre un grande senso di inadeguatezza. Non riesco a far valere le mie opinioni e mi svalorizzo. Non mi butto mai, perdendo tutte le opportunità che forse avrei potuto cogliere. Dopo le superiori, vissute con grande ansia, non mi sono iscritto all’università non sentendomi all’altezza. Ora lavoro come impiegato in un’azienda che purtroppo è in difficoltà. Mi hanno già detto che non mi rinnoveranno il contratto e quindi mi dovrò ricollocare. L’idea di inserirmi in una nuova realtà mi terrorizza: non mi sento capace di far niente, ho paura di non farcela e so che mi sentirei inferiore in un nuovo ambiente. Questo mi spaventa tantissimo. La mia bassa autostima comincia veramente a diventare un problema. Mi può aiutare?

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LA RICETTA PER FAR DURARE LA COPPIA

Ho mi chiamo Valeria e ho 30 anni. Finalmente mi sembra di aver trovato la persona giusta. Ci frequentiamo da 6 mesi. Impegnato sul lavoro, divertente, un po' testardo. Certo le discussioni non mancano, ma le divergenze sembrano un'occasione di confrontarci e crescere insieme. Abbiamo una buona intimità, ma ci piace anche socializzare e pian piano i miei amici stanno diventando i suoi e viceversa. Tutto bene insomma! Quasi non mi sembra vero. Stiamo per andare a vivere insieme e mi chiedo... potrà essere così per sempre? Come si deve fare per far durare un rapporto? Attorno a me vedo tantissime coppie che, pur essendo "partite in quarta", dopo pochi anni, letteralmente, scoppiano.

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Mi ha tradito! Lo lascio o lo perdono?

Mio marito mi ha confessato di avermi tradito. A suo dire è stata una solo una “sbandata”, tanto che me l’ha rivelato con le lacrime agli occhi chiedendo perdono, dicendo di amarmi e che non ce la faceva più a guardarsi in faccia con questo peso. Non so se credergli, non so cosa fare. La notizia è stata devastante, mi è caduto il mondo addosso e non riesco a reagire. Mi sento presa in giro, come se tutto quello che c’è stato fra noi non sia contato niente, come se fosse solo una grossa bugia. Adesso mi trovo di fronte ad una totale confusione, non so più se lo amo ancora e se potrò mai più fidarmi, sono in preda a mille dubbi. Come faccio a capire se lasciarlo o provare a perdonarlo?

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Non riesco a dire di no

Mi chiamo Laura e mi sento stremata. Sono schiacciata dalle esigenze familiari: ho un fratello con una piccola disabilità che richiede parecchie attenzioni. I miei genitori cominciano ad invecchiare, ad avere bisogno di cure e si affidano a me. Mia sorella minore spesso si mette nei guai e mi coinvolge nel risolvere i suoi problemi. Inoltre al lavoro siamo sempre in carenza di personale, quindi devo far fronte a delle incombenze che non mi competono e fare diversi straordinari, per cui non sono neppure retribuita. Il punto è che non so dire di no e tutti si aspettano che io ci sia sempre per loro. Ho una figlio piccolo e mio marito spesso si assenta per lavoro, quindi anche la gestione della vita famigliare ricade su di me quasi completamente. Sono decisamente al limite e non so come farò a reggere la situazione. Come posso uscirne?

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Soffro di attacchi di panico

Cara dottoressa, ho 28 anni e da due soffro di attacchi di panico. Dopo un forte giramento di testa, continuo a vivere nel terrore che questo mancamento si ripresenti quando sono sola o alla guida. Ogni volta che mi ritrovo in un posto poco sicuro, ovvero lontano da qualcuno che possa intervenire prontamente al bisogno, il cuore mi batte forte, comincio a sudare, la testa va in confusione, ho paura di svenire. So che tutto ciò é irrazionale e cerco di controllarmi, ma non riesco a superare la cosa. Praticamente ormai non faccio più nulla da sola, se non sono con qualcuno non mi muovo. Vorrei non essere più così vincolata da questi attacchi e riappropriarmi della mia autonomia. C'è una via d'uscita?

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AMBITI DI INTERVENTO

  • Attacchi di panico
  • Ansia generalizzata
  • Fobie Specifiche
  • Problemi alimentari
  • Ossessioni e Compulsioni
  • Ipocondria e Patofobia
  • Bassa autostima e fiducia in se stessi
  • Problemi relazionali e di coppia
  • Problemi dell’infanzia
  • Stati depressivi
  • Mobbing e problemi sul posto di lavoro

Dott.ssa Gloria Bezzegato
Psicologa Strategica
ordine degli Psicologi del Veneto n 11199
P.I. 05208830280

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